01/05/15

Tenere o buttare le foto di serie B?

Uno dei grandi dilemmi che mi trovo spesso ad affrontare e che credo risieda nella mente di ogni fotografo, riguarda il fatto se tenere tutte le foto scattate, anche quelle che decisamente ci sembrano di serie B o C, oppure cercare di liberare spazio sul disco rigido del nostro amato computer cestinando la gran parte delle foto inutilizzabili o che comunque non mostreremo e non stamperemo mai. So per certo  che esistono ampie schiere di fotografi che patteggiano per l'una o per l'altra parte ed è normale che sia così. Io per primo vivo un dibattito personale ogni volta che scorro il catalogo di Lightroom in cerca di cose vecchie da rivedere o in fase di esportazione per la pubblicazione o per la stampa. Mi passano davanti cose che cestinerei al volo ma poi mi blocco perché mi dico "non si sa mai…".
Certamente mi sento di concordare sul fatto che in fase di importazione dalla scheda di memoria, tutto ciò che ha l'aspetto veramente inutilizzabile (le prove fatte in fase di scelta delle luci artificiali, gli errori grossolani che ogni tanto capitano, ecc…) debba essere cestinato, un po' per amor proprio e un po' perché veramente quegli scatti occuperanno posto sul disco inutilmente. Il dubbio forte sale quando mi trovo davanti a scatti che non sono malaccio di per sé (composti più o meno bene, una luce decente, ecc…) ma che di primo acchito mi danno l'idea che comunque non usciranno mai dai recessi del mio catalogo di files. La cosa peggiore addirittura è quando provo a fare un primo sviluppo del raw ottenendo qualcosa che mi piace abbastanza ma poi perdo subito interesse per quello scatto. In quei momenti quasi mi infastidisco perché mi dico che avrei potuto cestinarlo ancora prima di perderci del tempo…Se devo essere sincero con me stesso devo dire che credo che questo dilemma non lo risolverò mai, però negli ultimi giorni mi è successa una cosa che finora non mi era capitata. Solitamente, quando lavoro a uno scatto che mi piace, dopo il primo sviluppo lascio passare sempre qualche giorno per riguardare il lavoro fatto con occhi freschi e mente pulita, in modo da decidere se il lavoro è finito, se ho esagerato con la post produzione e così via. Questa volta invece, scorrendo la libreria mi è caduto l'occhio su uno scatto che si non mi era dispiaciuto ma, come dicevo, era stato relegato nei recessi del catalogo in quanto etichettato come decente ma non così esaltante. Era sostanzialmente un pezzettino di ricordo di una visita fatta presso un piccolo borgo medievale non lontano dalla città dove abito. Alla fin fine l'avevo tenuto perché oltre alle foto fatte alla famiglia era probabilmente l'unico scatto un po' diverso che raccontasse il luogo visitato. Mi sono ritrovato a guardare lo scatto con occhi nuovi e subito l'ho visto completamente diverso da come mi si presentava davanti e da come l'avevo ritenuto completato la volta precedente. Tra il primo sviluppo e l'attuale versione è passato quasi un anno. Adesso sono pienamente soddisfatto del lavoro ottenuto e credo anche che lo porterò in stampa. E' anche vero che a un anno di distanza possono essere cambiate molti aspetti del mio fotografare (competenze, sensibilità, concetti, filosofia, ecc…). Tutto questo per dire che il dilemma iniziale non si è certamente risolto ma la vicenda mi ha aiutato a chiarirmi un po' di più le idee su come gestire il catalogo presente sul mio computer. Per riassumere tutto il discorso posto di seguito entrambi le versioni dello scatto in questione, a colori la versione iniziale, in bianco e nero quella definitiva.
Spero che questo articolo non butti ulteriore carne sul fuoco ma possa essere un tassello per la risoluzione dell'eterno dilemma…

Ciao!